
Sede: Corso Cavour, 96 - Tel./
fax. 0883/513310; cell.
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www.archeobarletta.it
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mariapaivillani@libero.it
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comunicazione@archeobarletta.it
Consiglio Direttivo: Presidente:Geom. Pietro Doronzo,Vicepresidente
Avv. Flora Dileo; Responsabile Beni Archeologici:Dott. Italo
Muntoni, Responsabile Beni Storici:Prof.ssa Danila Fiorella,
Responsabile Comunicazione:
Avv. Maria Pia Villani. cell.
349.5454680 - tel. 0883.346481
La sede locale dell’Archeoclub d’Italia, è
presente a Barletta ufficialmente dal
20 Maggio del 1980. In questi anni, nell'ottica della tutela e
della valorizzazione del patrimonio storico-culturale locale,
sono state avviate numerose iniziative, quali mostre,
conferenze e visite guidate che hanno in molti casi
portato ad interventi di manutenzione, sponsorizzazioni, lavori
di restauro.
L’Archeoclub di
Barletta ha sempre aderito alle iniziative proposte dalla Sede
Centrale quali Operazione Conoscenza, campi di ricerca, chiese
aperte, etc
Dal 7 Dicembre
del 1992 iscritta all’Albo Comunale delle Associazioni,
collabora con il Comune di Barletta, la Soprintendenza
Archeologica di Puglia, Soprintendenza ai BB. CC. AA. di Puglia,
la Curia Arcivescovile ed altre Associazioni.
L'Archeoclub d'Italia sede di Barletta invita all'incontro
che si terrà Martedì 18 dicembre, alle ore 18,00 presso la
Chiesa San Pietro in via Duomo a Barletta in cui verrà
presentato il libro "IL DOSSIER DE NITTIS-Un maestro
dell’Impressionismo nella documentazione degli Archives
Nationales de France" edito da Stilo.
Introdurrà Pietro Doronzo, presidente dell'Archeoclub, modererà
Michele Cristallo direttore di «La Gazzetta dell’Economia»,
interverranno Giovanni Lamacchia e Mariagraziella Belloli,
autori del volume.
Il Dossier De Nittis, conservato a Parigi negli Archives
Nationales, ritrovato da Giovanni Lamacchia, tradotto da
Mariagraziella Belloli, e ora pubblicato integralmente, si
compone di una raccolta di documenti notarili che si rivelano
preziosi per i numerosi dati forniti sull’artista e sulla sua
famiglia, sui due atelier, sui beni di uso comune, sulle
collezioni di oggetti e opere d’arte, sui legami con i mercanti
e sugli investimenti economici. Gli autori, grazie a un’accurata
analisi della documentazione e delle fonti biografiche,
arricchita da ulteriori studi e ricerche, ricostruiscono gli
ambienti in cui vissero i De Nittis, con particolare attenzione
al loro entourage. Ne emerge un ritratto sorprendente e
assolutamente inedito dell’artista e della donna che lo amò e ne
custodì l’opera e la memoria.
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